Urbanistica, dal dialogo pubblico-privato un agire condiviso per le nostre città

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Le nostre città stanno cambiando pelle. La rigenerazione urbana è un processo lento, ma continuo, che in pochi anni ha trasformato, talvolta rivoluzionato, skyline e spazi urbani. E’ un processo che non si ferma e che porterà importanti impatti sociali, ambientali ed economici: si stima infatti che entro il 2050 saranno disponibili oltre 850 Kmq di suolo rigenerabile, che nel periodo porterà a potenziali ricadute economiche e sociali pari a oltre 1.200 miliardi di euro*.

Le città, dunque, cambiano e la materia urbanistica in Italia sta cambiando con loro, orientandosi verso un approccio dialogante fra pubblico e privato. Un cambiamento positivo, soprattutto per imprese e cittadini che vogliono portare a termine investimenti e realizzare interventi edilizi in tempi certi e con maggior sicurezza.

Quando, circa trent’anni fa, iniziai a occuparmi di urbanistica, il contenzioso contro i provvedimenti autoritativi e unilaterali della Pubblica Amministrazione rappresentava la parte preponderante del lavoro. Oggi lo scenario è mutato: le amministrazioni pubbliche mostrano un atteggiamento aperto al confronto in ossequio ai principi di partecipazione del privato al procedimento amministrativo, mentre i privati hanno compreso che la partecipazione attiva può portare a risultati più duraturi e sostenibili.

L’urbanistica è, per sua natura, un ambito complesso che intreccia vari interessi e si muove in un delicato equilibrio tra esigenze pubbliche e interessi privati. Negli ultimi decenni la trasformazione è stata profonda, passando da una concezione rigida e gerarchica della pianificazione a un’urbanistica più dinamica e, soprattutto, più dialogante.

Un cambiamento anzitutto culturale, riflesso nell’evoluzione della normativa. Dalla legge regionale 47/1978 alla 20/2000, fino alla legge regionale 24/2017, si è assistito a un progressivo superamento dei piani “ingessati” e a una crescente apertura verso strumenti consensuali. Un approccio che ha ridotto progressivamente il contenzioso, il dispendio di tempo e i relativi costi.

Cosa chiedono oggi imprese e privati a noi esperti della materia?

Il cambio di passo ha inaugurato un nuovo modo di lavorare anche per noi professionisti.
Data la novità e la delicatezza della materia, oggi chi si rivolge a noi ha bisogno di una squadra interdisciplinare che li accompagni lungo l’intero percorso: dall’analisi preliminare alla stipula dell’accordo. Nella pratica, significa integrare competenze in ambito amministrativo, civilistico, urbanistico e ambientale.

In particolare, la sostenibilità ambientale è oggi legata a doppio filo all’urbanistica: per contenere il consumo di suolo, rigenerare i territori già urbanizzati, migliorare la qualità edilizia e urbana, promuovere l’efficienza energetica.

Dialogo, consenso e lavoro di squadra sono dunque i nuovi paradigmi della materia urbanistica. Un approccio dove l’interesse pubblico resta prevalente e la funzione amministrativa intatta, ma viene esercitata in forme nuove, che responsabilizzano tutte le parti coinvolte, per garantire uno sviluppo duraturo e sano delle nostre città.

*Fonte: “Secondo Rapporto nazionale sulla rigenerazione urbana”, a cura di Scenari Immobiliari in collaborazione con Urban Up |
Unipol. https://www.scenari-immobiliari.it/2024/11/28/le-infrastutture-spingono-la-rigenerazione-urbana-e-la-crescita-del-paese/

Foto Credit: Malcoln Oliveira